DSW Swiss Made WatchesGA3 Limited EditionMarchioManifatturaContatti
  L'incursore è un esperto nuotatore, un subacqueo, un abile rocciatore, un conoscitore di tecniche di difesa personale e di sopravvivenza, un esperto nell'uso dei sistemi d'arma e di esplosivi, un paracadutista ed ha la capacità di adattarsi a qualsiasi condizione climatica ed ambientale. 

Se le azioni dei loro predecessori sono state rivolte quasi esclusivamente contro il naviglio nemico alla fonda in vari porti del Mediterraneo, oggi gli Incursori della Marina Militare Italiana sono addestrati ed equipaggiati per affrontare missioni di diverso tipo, contro obiettivi sia navali che terrestri.   COMSUBIN ( Comando Subacquei ed Incursori) di stanza nel comprensorio del Varignano, in località Le Grazie nei pressi di La Spezia è retto da un Ammiraglio, da esso dipendono il Gruppo Operativo Incursori ( G.O.I ), il Gruppo Operativo Subacqueo  ( G.O.S. ), il Submarine Parachute Assistance Group ( S.P.A.G ), il Gruppo Navale Speciale (dal quale dipendono nave Anteo, nave Proteo e due motoscafi appoggio subacquei Pedretti e Marino) e l'Ufficio Ricerche e Studi (responsabile della messa a punto del materiale speciale di entrambe le specialità).  Il Gruppo Incursori rappresenta uno dei Reparti di Forze Speciali più conosciuti ed apprezzati dagli  addetti ai lavori  di tutto il mondo. In campo nazionale è il depositario delle esperienze e delle capacità nel campo delle operazioni di incursione navale e in quanto tale gestisce direttamente il personale, i mezzi e gli armamenti assegnati.
  Attacchi ad Unità Navali e mercantili in porto o alla fonda con l'impiego di diversi sistemi d'arma a contatto e stand/off; Attacchi ad installazioni portuali e/o costiere ed infrastrutture civili e militari in terra entro la fascia di 40 Km dalla costa; Operazioni di controterrorismo navale soprattutto orientate alla liberazioni di ostaggi, Unità passeggeri o mercantili ed installazioni marittime; Infiltrazione e permanenza in territorio ostile per missioni di tipo informativo e/o di supporto al fuoco navale.   Negli ultimi anni gli Incursori sono intervenuti in diverse situazioni, anche se il compito primario degli Incursori resta l'incursione dal mare. Giungere ad una certa distanza dalla costa, dopo essere stati  depositati  da un sottomarino o da una unità di superficie, essere ammarati con il paracadute, essersi tuffati o essere calati con il barbettone o in corda doppia da un elicottero, e avvicinarsi a distanza di sicurezza dall'obiettivo con mezzi di superficie, a nuoto o in immersione: resta questo il profilo più classico della fase iniziale di un'incursione.  Presa di terra, avvicinamento occulto, azione rapida, allontanamento ed esfiltrazione con uno dei sistemi elencati, possibilmente a considerevole distanza dall'obiettivo per limitare al massimo i rischi di intercettazione: sono queste le fasi successive di un'azione contro un obiettivo costiero.  Diverso è lo svolgimento di un intervento diretto contro il naviglio di superficie, che prevede normalmente il forzamento di una base navale nemica. Si torna in questo caso alle missioni storiche degli Incursori della seconda guerra mondiale , con la differenza dell'impressionante evoluzione dei mezzi difensivi nemici e degli strumenti affidati agli incursori.
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